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I nativi digitali sono meno pazienti nelle attività di ascolto delle lezioni e di stesura di compiti su quaderni perché partecipano a livello “globale” alla fruizione e creazione di contenuti che circolano in modo estremamente rapido e in continua evoluzione in rete (mordi e fuggi dell’informazione).
(in nuce Mc Donald dell’apprendimento)
La mancanza di partecipazione e la disattenzione che si rilevano frequentemente in una classe tradizionale nascono anche dal fatto che gli studenti sono abituati a ricevere feedback veloci, in formati facilmente memorizzabili (immagini, video, audio) e reperibili in grande quantità e facilità in rete.
Nelle aule tradizionali gli studenti ascoltano, leggono testi sui libri, fanno i compiti utilizzando molto spesso carta e penna. Completate queste attività hanno onorato il loro ruolo di studente in classe.

Salute dei docenti

Ma cosa fanno appena usciti da scuola?
Il Web 2.0 manifesta agli studenti che l’educazione e le informazioni sono in contiua evoluzione e la partecipazione a Social network o a gruppi di discussione tematici forniscono una grande quantità di risorse in breve tempo con grande facilità di accesso e di scambio.
I compiti possono farli insieme su Facebook o collegandosi su Messenger o Skype e possono cercare le soluzioni alla traduzione di latino o al problema di matematica cercando fra le risorse a disposizione su wikipedia, studenti .it o magari chiedendo a un amico di un’altra classe in un altra parte del paese se non del mondo.
Questi attività, queste modalità comunicative, questo modo nuovo di vivere l’interazione e i rapporti con gli altri sono per lo più estranee agli insegnanti.

Vala la pena a questo proposito approfondire la posizione sostenuta da molti insegnanti sul loro rifiuto di partecipare a SN e in particolare il rifiuto di stare su FB

Perchè è importante attivare una classe Web 2.0?
Partecipando ad una comunità o ad un forum di discussione utilizzando le tecnologie 2.0 a disposizione in rete gli studenti in una classe, che potremmo definire 2.0, hanno a disposizione altri canali comunicativi, rispetto a quelli tradizionali, che offrono molte opportunità per far crescere le possibilità di eprimersi mostrando il proprio punto di vista e mettendolo in discussione con gli altri.

Will Richardson ha dichiarato che
“Il Web ha il potenziale di cambiare radicalmente il concetto tradizionale rispetto alle attività di insegnamento e di apprendimento a tale proposito presento una domanda importante sulla quale riflettere: come deve cambiare l’intervento dell’insegnante alla luce delle possibilità che i nostri studenti hanno di raggiungere un vasto numero di persone che si muove ben oltre le nostre mura scolastiche? ”

Gli strumenti Web 2.0 se utilizzati in aula permettono di preparare studenti e insegnanti al cambiamento in atto sui concetti di insegnamento e di apprendimento.
L’uso di Facebook, Flickr, Youtube, Google che potremmo fare in classe farebbero scaturire, analisi, riflessioni e pratiche che possono essere piegate all’uso consapevole e vantaggioso in un contesto formativo.
Facilitare il passaggio di ruolo dello studente da consumer a prosumer (producer-consumer) favorendo e guidando il self-publishing permette agli insegnanti di riflettere e far riflettere su aspetti poco considerati quali:

  • la velocità con cui il loro lavoro diventa disponibile e cosa questo comporta;
  • la gestione e il controllo del tempo che si dedicha alla rete partecipando a SN e piattaforme 2.0 per poter pianificare al meglio tali attività nell’economia delle attività quotidiane;
  • Il significato delle connessioni (legami forti e deboli, partecipazione a gruppi ) che si istaurano in rete e quanto queste influiscono nella vita privata e professionale di ognuno.

La preparazione degli studenti su questi e altri aspetti connessi al cambiamento dettato all’evoluzione tecnologico-sociale sarà necessaria da qui a breve come formazione imprescindibile per la crescita della persona e probabilmente favorirà anche il successo formativo.

Qualcuno potrebbe pensare che queste tecnologie potrebbero ostacolare l’interazione personale degli studenti, tuttavia tutte le ricerche in atto dimostrano il contrario.

I siti di social networking hanno preoccupato molti educatori (e genitori), perché spesso evocano : il narcisismo, il gossip, il tempo sprecato, sentimenti feriti, la reputazione rovinata e a volte situazioni ancora più sgradevoli e pericolose,
Il ruolo dell’insegnante o dell’educatore, non potendo, e a mio parere, non dovendo impedire le attività svolte dai ragazzi in rete, è quello di guida per promuovere un uso corretto e consapevole di questi strumenti .

Come?

  • permettendo agli studenti di utilizzare gli strumenti della tecnologia del Web 2.0 in classe;
  • dando agli studenti l’opportunità di imparare da soli;
  • facilitando la condivisione delle pratiche di apprendimento con i loro coetanei;
  • attivando interazioni positive sui canali della rete mostrandosi come guida e riferimento;
  • favorendo la partecipazione ad ambienti utili;
  • favorendo la connessione a persone significative;

Una delle molte implicazioni che l’uso delle tecnologie
Web 2.0 fa scaturire è l’idea che gli insegnanti possono facilmente perdere il controllo delle discussioni.
Invece, Russell e Sorge (addirittura nel 1999) sostengono che l’integrazione della tecnologia nell’ istruzione tende a creare una diversa configurazione del modello formativo dove l’ insegnante da detentore unico del sapere diventa gestore e facilitatore di ambienti di apprendimento. (modello teacher-centered vs modelo team-learning-centerd)

Il Web 2.0 offre strumenti importanti quali blog, wiki, podcast, media file sharing, community, discussion board che permettono di attivare modalità di insegnamento e apprendimento costruite in modo collaborativo.

Ciò significa che gli studenti, in una classe Web 2.0, sono tenuti a collaborare con i loro coetanei, sono tenuti a impegnarsi e partecipare alle discussioni, sono tenuti a confrontare il loro pensiero in un ambiente aperto.

Gli studenti stanno già utilizzando questi strumenti tecnologici, ma ancora l’utilizzo a scuola non è contemplato anzi molto frequentemente non è visto di buon occhio o addirittura è demonizzato.

Se gli educatori saranno in grado ( e prima o poi gli studenti diventeranno educatori e saranno loro ad attuare il cambiamento) di sfruttare la potenza del Web 2.0 la qualità e la quantità della partecipazione, dell’ attenzione e della collaborazione in aula e fuori dall’aula aumenterebbe.
Sicuramente il modello formativo sarà molto diverso da quello dell’aula tradizionale e la formazione per gli insegnanti su queste tematiche non raggiungerà mai i risultati che scaturiranno dalle pratiche.

Top reason

teacher survey from PBS

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  • Megan

    Il team di Evernote ha raccolto informazioni da molti di studenti che usano Evernote per organizzarsi, dal prendere appunti a lavorare su progetti di gruppo e annuncia il nuovo Student Ambassador, Megan Cotter (nella Foto). Megan è una studentessa universitaria e ha condiviso i suoi suggerimenti su come usare Evernote in ambiente universitario.

    ecco il link all’articolo

    Molto interessante anche il forum sull’uso di Evernote nell’ istruzione superiore

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  • Filed under: Web 2.0
  • Skype in the classroom

    Skype in classe è una comunità globale libera che invita gli insegnanti a collaborare su progetti didattici in cui si potrebbe utilizzare Skype e condividere competenze per specifiche esigenze didattiche .

    Gli insegnanti di tutto il mondo utilizzano Skype per rendere l’apprendimento più emozionante e memorabile. E ‘facile capire perché: Skype offre un modo immediato per aiutare gli studenti a scoprire nuove culture, linguaggi e idee, tutto senza lasciare la classe.

    Ecco alcuni degli approcci possibili con Skype in the classroom:

    Scambio culturale
    Introdurre gli studenti a nuovi modi di vedere il mondo con uno scambio culturale tra la classi in qualsiasi parte del mondo;

    Competenze linguistiche
    Effettuare conversazioni in cui gli studenti possono praticare una nuova lingua con una classe madrelingua;

    Scoperta
    Effettuare le chiamate Skype mistero, dove le classi connesse possono fornire indizi per far indovinare la loro posizione geografica;

    Approfondimento
    condividere con studenti di un’altra classe un argomento di studio o un passo di un libro che stanno leggendo e commentarlo insieme.

    Ecco un video illustrativo dell’interessantissimo servizio offerto:

    Skype in the classroom e un progetto collaborativo che si ritaglierà uno spazio interessante in breve tempo.

    Ecco il badge per il progetto in fase di sperimentazione su questo sistema:



    A presto

    Google cloud per Microsoft Office

    Ieri ad Agrigento durante i lavori conclusivi del XI Corso regionale d’aggiornamento per IdR formatori diocesani della Sicilia:
    “L’Insegnamento della Religione Cattolica e i nuovi processi di apprendimento: l’era della Media Education”,
    ho assistito a una bella presentazione sulle caratteristiche di Google documents e dei suoi possibili usi in un contesto classe.

    Sono state mostrate le potenzialità dei vari strumenti di produttività quali il word processor, il gestore dei fogli di calcolo e delle presentazioni, i vantaggi dell’archviazione nel cloud di google in termini di disponibilita “anytime” ed “anywhere” ed infine la grande potenzialità offerta dagli strumenti di condivisione che permettono la redazione simultanea a più mani dei documenti.

    Anche se il paragone fatto con le funzionalità offerte da una LIM regge solo per certi aspetti e forse può essere accolto focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche funzionali richieste in una formazione a distanza nella quale viene utilizzata una LIM condivisa, i corsisti hanno avuto modo di apprezzare lo scenario e si sono mostrati interessati a provare in prima persona gli strumenti di Google.

    A questo punto rifletto sulla reale ricaduta di quanto esposto, in termini di cambiamento delle abitudini d’utilizzo degli strumenti di office automation da parte dei docenti.

    Quanti dopo aver testato la piattaforma Google Docs passeranno ad un uso frequente di questi strumenti a discapito dell’uso abituale e consolidato dei pacchetti desktop quali MS Office o Open Office?

    Pochi, ne sono sicuro!

    Io stesso utilizzo principalmente i sistemi desktop e il passaggio dei documenti su Google avviene sporadicamente, solo nei casi in cui è utile avere il documento sempre disponibile (anche se prediligo dropbox per questo) o nei rari casi in cui il documento dovrà essere sottoposto ad una redazione distribuita e/o condivisa.

    Ma Google ne sperimenta una al giorno e offre una plug-in chiamato Google Cloud Connect per Microsoft Office che potrete apprezzare guardando questo video di presentazione:

    Ho appena eseguito l’istallazione del plug-in e credo che aumenterà la frequenza con la quale utilizzerò Google Documents e con questa il vantaggio che deriva dalle potenzialità offerte acquisendone maggiore consapevolezza.

    Insegna nuovi trucchi ai tuoi vecchi documenti

    • Modifica simultanea di file di Word, PowerPoint ed Excel, senza blocchi dei documenti o dei paragrafi
    • URL di condivisione di Google Docs per ogni file di Microsoft Office
    • Cronologia delle revisioni per i file di Microsoft Office, archiviata in Google Docs
    • Modifica offline con sincronizzazione intelligente delle modifiche eseguite offline
    • Non è necessario aggiornare Microsoft Office

    Quanto detto conferma la mia convinzione sul fatto che un nuovo sistema/prodotto offerto sul mercato, anche presentando caratteristiche proprie di eccellenza, quando prevede modalità di integrazione con i sistemi abitualmente usati dagli utenti aumenta esponenzialmente le capacità di diffondersi.

    Suggerisco quindi a tutti i colleghi docenti di sperimentare questo plug-in.
    In modo indolore l’uso degli strumenti di office automation potrà essere rivisto, potenziandolo con le funzioni collaborative offerte dal cloud computing.

    A presto.

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