Free style speaking about technology …
7 Dec
Buongiorno Italia.
E’ del 18 Novembre la notizia segnalatami da Daniele e pubblicata su “La Repubblica Tecnologie” sul fenomeno Facebook in particolare sulla distrazione dal lavoro legata all’uso del Social Network in questione.
Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo “Cazzeggio al lavoro con Facebook”. Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo “Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca”. E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l’accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l’hanno razionato. Un’ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l’una. E a Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei dipendenti comunali napoletani.

All’elenco si aggiunge la provincia di Milano, che blocca, e il mistero della Regione Campania, dove alcuni computer riescono a “vedere” Facebook ma altri non ce la fanno. E se a Bologna nessuno si sogna ancora di “oscurare” il sito di social network, prediletto dai candidati alle primarie per la scelta del candidato sindaco, è pur vero che sia qui che altrove esistono da anni filtri che bloccano sia le chat che i programmi di telefonia via Internet. Quello Skype, che per funzionare ha bisogno della stessa tecnologia che permette di scaricare musica e film dalla rete. Contro corrente Torino-comune: proibiti solo porno e giochi d’azzardo.
Per la verità non manca un argomento tutto diverso. Quello che vede nei siti di social networking una fonte di formazione professionale e un vero e proprio canale alternativo per far bene il proprio lavoro. Il dibattito è planetario e vede in maggioranza quelli che considerano tutto ciò una distrazione intollerabile. Ma poi chiedi alla Fiat, nel posto che ti immagini più occhiuto e severo d’Italia. E si scopre che al marketing tengono tutti i modelli su Facebook perché così li promuovono meglio. “Scherza - dice un ingegnere - senza quel sito lavoreremmo la metà“.
Fuori dalle facili retoriche dei datori di lavoro pubblici e degli "efficientissimi" responsabili del personale legate alla distrazione dal posto di lavoro riconducibili all'uso di internet, penso che in genere chi non ha molto da fare in qualche modo trova il da farsi.
L'uso di Internet rappresenta per molti un modo per riempire gli spazi vuoti della giornata, una fuga dalla noia del non c'è nulla da fare che si rileva tangibile negli uffici pubblici.
Ma piuttosto che riempire i router di filtri e investire in tecnologie antidistrazione (che diventerebbero l'oggetto delle perdite di tempo per cercare di aggirarle) , non si potrebbe puntare sullo studio all'uso dei SN e sui possibili risultati positivi che questi potrebbero dare con un uso mirato, motivante se non incentivante per i lavoratori?
La motivazione e la formazione all'uso di questi strumenti, potrebbe fornire un modo nuovo di interpretare le attività e l'ambiente di lavoro, cosa che molte aziende private lungimiranti hanno già compreso da tempo.
P.S. qualche gorno fa un'amica mi ha dato dello STRO..... perchè da quando l'ho invitata ad usare FB non riesce ad uscire dal vortice di comunicazioni del network.
Sarà vero ma quando ci siamo incontrati abbiamo parlato di diverse cose che sono "avvenute" proprio perchè la comunicazione è passata su FB, insomma avevemo molti argomenti di discussione che altrimenti sarebbero rimasti celati dai convenevoli standard di chi si incontra per un aperitivo ...
Siamo nella fase di amore/odio per i sistemi di SN che sono entrati troppo repentinamente nelle pratiche quotidiane.
Passerà e il supporto e la formazione all'uso di questi strumenti, se praticate, faranno la loro parte.
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